DON MILANI E IL SILENZIO DI DIO: dalla parola alla Parola     milani4.jpg (8399 byte)

                                            di Antonio Di Matteo

E' soprattutto nei momenti di solitudine o quando la nostra anima é squassata dall'angoscia, che avvertiamo maggiormente il "silenzio di Dio". Sembra, in quei lunghi momenti, che per quanto ci sforziamo di tendere l'orecchio, Dio diventi sempre più lontano e silenzioso.      

Ma, sembra assente anche nel nostro quotidiano, nel mondo in cui siamo immersi, in questa nostra società ricca di bellezze e di orrori. "Parla Signore, perché il tuo servo ti ascolta", quante volte abbiamo ripetuto la risposta di Samuele!

Quante volte abbiamo cercato un segno, un percorso che alleviasse i nostri affanni e che ci permettesse di scorgere nella nostra coscienza un barlume della Verità che abita in noi.

E' terribile sentir pesare abitualmente sulla propria anima il silenzio di Dio! Non sono pochi i momenti in cui la Fede vacilla!

Ma, un Dio che non si capta, che non si riesce ad ascoltare, esiste, poi, veramente?

Il nostro illuminismo in agguato, é sempre pronto ad affiorare dalle nostre fibre più recondite.

Di fronte alla miseria e all'ignoranza non solo di Barbiana ma anche a quella che osserviamo quotidianamente ai semafori e sui marciapiedi delle nostre città, la tentazione di ripetere il grido dell'ateo Ivan Karamazov al fratello Alioscia é forte :

"Come potrebbe esistere un Dio che fa soffrire i bambini e gli innocenti?"

 

Siamo convinti che fino a quando restiamo su un piano prettamente razionale e non passiamo sul piano della Fede, il problema del male resterà insoluto. Ed é proprio la Fede che deve continuare a spingerci a gridare sempre più forte :" Parla, perché il tuo servo ti ascolta!"

Forse siamo noi che siamo diventati duri d'orecchio! Forse Dio continua a parlare e noi, uomini moderni e di poca fede, non riusciamo più ad ascoltarlo. Anche questo dobbiamo imparare dal Priore di Barbiana!

Don Milani sentiva certamente la voce di Dio, con Lui, certamente, dialogava e stava in comunione.

Barbiana, la scuola, la chiesetta, la canonica, i montanari sono un continuo colloquio con l'Assoluto.

 

Il Dio della Bibbia ha sempre parlato: ha parlato ai Profeti, ai Re, ai Giudici ecc. e, forse, continua a parlare anche a noi. L'ultima parola di Dio a noi e' stato Gesù Cristo, il Verbo, l'eterna Parola di Dio che si é  incarnata. "Ma proprio perché Gesù é la Parola ultima e definitiva di Dio, é giusto che Dio taccia: e' giusto, cioè, che Dio non dica altre parole, non riveli cose nuove alla sua Chiesa. In realtà, con Gesù - con la sua persona e con la sua parola -  Dio ci ha dato tutto e ci ha detto tutto, cosicché non può dirci più nulla di radicalmente nuovo, nulla che non sia contenuto in Gesù".

E' la Parola che ci rende liberi. Dalla parola di cui e' dispensatore don Milani maestro della scuola di Barbiana, alla Parola - Pane di Vita - di cui è dispensatore don Milani sacerdote.

E' questo l'itinerario salvifico :    dalla parola alla Parola.

La scuola che dà la parola, offre ai poveri gli strumenti tecnici, l'antenna parabolica, per così dire, per sintonizzarsi sulla lunghezza d'onda di Dio, per ascoltare e comprendere la Sua voce.

La parola che illumina la mente, che rende uguali, ha il potere di trasformare, quando è pronunciata dal sacerdote, la realtà materiale in realtà soprannaturale.

La parola trasforma, durante la Consacrazione, i segni materiali del pane e del vino in Parola, e ci apre all'invasione della Grazia e della Salvezza nel sacramento della Penitenza.

Dio continua a parlare, dunque.

Parla attraverso gli ultimi, attraverso i poveri, attraverso i bambini nei quali la Sua immagine e' più nitida :" E preso un bambino, lo pose in mezzo e abbracciandolo disse loro : "Chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome, accoglie me; chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato" (Mc 9, 36-37).

I poveri, poi, sono un mistero! I

ll mistero dei poveri e' rivelato dall'amore e dalla capacita' di captare la voce di Dio che parla.

Chi sono i poveri? Forse i veri poveri siamo noi, anche se abbiamo il conto in banca.

Siamo forse noi gli indigenti, perchè manchevoli degli altri.