IL   NOME

  Alph3.gif (1158 byte)OSA era il suo nome primo, come dicono degli Storici, tra sette colli: Megalite (il Monte), Pierio (San Domenico), Astròlomo (San Marco), Marzio (la Pietra del Castello), Flaminio (timpone San Nicola), Polluce (Pallice), Termi (Pietra delle Caldane).

Sulle rovine di Cosa sorse Cassano, nome che portano diverse altre località in Italia.

 ALPH12.GIF (1359 byte)O STEMMA

 E’ suo stemma il Liocorno, il mostro leggendario dal corpo di cavallo, testa di cervo, zampe d’elefante, e, in fronte, un solo corno, che credevasi avesse straordinario potere:ciò si ritiene un errore d’interpretazione, dei Greci, delle figurazioni degli animali, che gli Egizi dipingevano e scolpivano sempre in perfetto profilo.Storicamente, c’è del buio e del mistero, che meriterebbero di  essere diradati e spiegati.Il Liocorno-stemma sarebbe una chiave per aprire i portali delle origini di Cassano.

Alph3.gif (1158 byte)ASSANO  IONIO

 Chi vi giunge per la prima volta ne riceve impressione assai gradevole : come l’ebbe l’Emiro Al Hassan quando, nel 951, la invase, la occupò, la razziò.Ma, contemplandola dall’alto, non potè fare a meno di esclamare: mi piaci, Cassano, sei molto bella.

E’ veramente suggestivo e superbo lo scenario che la inghirlanda: Da levante a ponente, ad anfiteatro – così parve, anche, nel 1812, allo scrittore inglese Kappel Craven: simile alla lettera iniziale del suo nome rovesciato con gli estremi in giù, aperto sulla risorta Piana di Sibari, traverso cui,- nell’ansia di confondersi con l’epico Jonio, ancora riecheggiante l’epopea della Magna Grecia, che, nelle nostre zone ebbe fasti e declino, - si dilunga il Coscile dalle magiche acque – narrasi imbiondivano i capelli e rendevano feconde le donne, che vi facevano il bagno:

La incorniciano la minacciosa e nuda maestà della dentata catena appenninica, donde emergono, giganti adorni di selvaggia bellezza, grigiastri, il Pollino e Santa Maria delle armi; le ondoleggianti colline, opulenti di messi, di vigne, d’uliveti e digradanti, a valle, quasi a darsi, convegno sulle rive dell’Eiano – vocabolo greco che significa “sottile”, “piccolo fiume” – ove sorge il vetusto Santuario della Madonna della Catena.Ecco: gli aspri e boscosi contrafforti della Sila, i quali, nelle ramificazioni, si stellano di numerosi gai paesi, tra ulivi, mentastri, aranceti,pini.n questa prestigiosa cornice, protetta alle spalle da una rupe, l’antico colle Astrolomo ora Pietra San Marco, arrisa sempre dal sole nascente, in molle declivio si adima Cassano Jonio, che, oggi, allineandosi coi tempi nuovi, pur se non proprio, come potrebbe, a ritmo di marcia, si è di molto ingrandita per la costruzione di tanti moderni edifici, civettuolo, qualcuno, non solo nel centro abitato ma pur nelle campagne. (Francesco Pennini).