ISTRUZIONE E FORMAZIONE NELL’UNIONE EUROPEA.

DALL’INTEGRAZIONE DEI PROGRAMMI EUROPEI ALL’INTEGRAZIONE NEL TERRITORIO .

GENOVA 20 – 21 MAGGIO 2002

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Relazione per il dott. Franco Inglese – Direttore Generale USR Calabria.

Il seminario è stato focalizzato sull’integrazione dei programmi comunitari, in particolare di Socrates, Leonardo da Vinci e Gioventù , ed è nato dalla consapevolezza che tali programmi rappresentano per il mondo dell’istruzione e della formazione e per i soggetti che in esso sono coinvolti (scuole, università, istituzioni territoriali, parti sociali, realtà produttive, associazioni ecc. ) uno strumento molto importante per realizzare quell’Europa della conoscenza che le politiche condotte dalle istituzioni comunitarie stanno sempre più proponendo come elemento cardine per la costruzione di una cittadinanza europea.

Oggetto/Finalità

Come è possibile realizzare sui programmi comunitari Socrates, Leonardo e Gioventù un coordinamento tra i soggetti chiamati ad operare nella realizzazione di detti programmi e come si possa realizzare quell’integrazione che trae forza dal coordinamento tra i programmi e relative attività nella consapevolezza che il coordinamento conferisce maggiore efficacia alle azioni in termini sia di risultati durevoli sia nei confronti dei destinatari che dei territori.

L’interazione rappresenta un requisito fondamentale per dare concretezza agli obiettivi che gli Stati membri si sono dati a livello comunitario; obiettivi che nascono dall’esigenza di creare un legame più strutturato tra le politiche dell’istruzione, della formazione e dell’occupazione in cui conoscenza e cittadinanza si pongono come nodi strategici e conferiscono centralità ai sistemi scolastici e formativi e di sostegno ai giovani.

Ne deriva quindi la necessità di ricercare e di definire gli strumenti che superino la frammentazione e la separatezza delle attività e che introducano nuove forme di cooperazione territoriale fondate sull’identificazione di problemi comuni le cui soluzioni necessitano dell’impegno congiunto dei soggetti appartenenti ai diversi settori della vita politica, economica e sociale.

Tenendo conto dei più recenti documenti proposti della Commissione europea ed approvati dagli Stati membri, uno strumento che può condurre alla soluzione dei problemi prospettati è rappresentato dai programmi comunitari e dalla cooperazione nella loro utilizzazione.

Tale cooperazione può realizzarsi sia tra un coordinamento tra soggetti appartenenti a settori diversi e la messa in rete dei progetti che essi attuano, sia tra soggetti che intendono utilizzare detti programmi in maniera integrata attraverso progetti di ampio respiro elaborati in comune per affrontare problemi che richiedono una messa in comune di risorse e di competenze.

Emblematici sono il problema dell’orientamento e dell’esclusione sociale; quest’ultima, in particolare, proprio perché è originata da diversi fattori, richiede interventi di diversa natura: giuridica, amministrativa, abitativa, occupazionale ecc. che sono promossi e realizzati da soggetti diversi e che richiedono quindi alcune strategie che devono unificarsi in una strategia congiunta di tutti i soggetti coinvolti.

La prospettiva di fondo alla base del seminario è la considerazione riservata dall’UE e dall’Italia verso il lifelong learning – l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita – che è il filo conduttore delle vicende politiche comunitarie nel campo dell’istruzione, della formazione, della gioventù e dell’occupazione e per farne anche processo di convergenza delle politiche nazionali.

E’ proprio nell’ambito del lifelong learning che riscontriamo un approccio innovativo fondato sull’integrazione tra il sistema educativo e formativo in tutte le sue articolazioni ed il sistema economico sociale e del web.

I recenti documenti sul lifelong learning, a cominciare dal Memorandum lanciato dalla Commissione nel 2001, non guardano a specifici settori d’intervento, ma introducono tutto ciò che propone la transizione delle competenze necessarie ad ogni individuo per esercitare nella società dell’informazione una cittadinanza attiva.

Non a caso nel Memorandum si fa riferimento al compito degli Stati membri di avviare iniziative strategiche in un quadro globale di misure coordinate affinché il lifelong learning diventi una realtà per tutti i cittadini.

Ciò presuppone due cose: il coinvolgimento di tutti i partners responsabili dello sviluppo delle competenze,l’amministrazione centrale e regionale, le regioni, gli enti locali, le parti economiche e sociali ecc. e, in secondo luogo, la piena assunzione da parte di tutti questi soggetti di responsabilità sociali sempre più ampie.

Questi elementi emergono anche con chiarezza nella comunicazione della Commissione oltre all’impegno degli Stati membri, alla responsabilizzazione dei cittadini affinché possano passare liberamente da un ambiente di apprendimento, da un’occupazione, da un Paese all’altro per utilizzare al meglio competenze e conoscenze e permettere all’UE e ai Paesi candidati di raggiungere i loro obiettivi in termini di prosperità, di inclusione, di tolleranza e di democrazia.

Antonio Di Matteo