IL PLESSO DELLE SCUOLE ELEMENTARI DI VIA SIENA INTITOLATO AL PROF. G. CONTE

Cerimonia di intitolazione giorno 8 aprile 2000 - ore 17

GIUSEPPE CONTE : CENNI BIOGRAFICI

Giuseppe Conte nacque a Cassano Ionio il 1° gennaio 1915 dove visse e morì il 31 novembre 1981. Fu docente di scuola elementare, titolare a Cassano Ionio via Siena. Conseguì l’abilitazione magistrale presso l’Istituto "Lucrezia della Valle" nell’anno scolastico 1937/38.

Servì la Patria in armi da ufficiale del 94° Reggimento di Fanteria e partecipò ad azioni di guerra alla frontiera albanese-iugoslava dal 19.4.1941 al 8.9.1943 meritando un encomio solenne sul campo per aver, sprezzante del pericolo, riportato al sicuro un compagno ferito.

Fu prigioniero dei tedeschi dal 14.9.1943 al 14.8.1945. Fu insignito, con tre concessioni, della croce di guerra e, successivamente, promosso al grado di maggiore in congedo. Insegnante elementare di ruolo da 1°.10.1948, si distinse per un’efficace opera di recupero alla scuola e all’istruzione degli alunni che evadevano l’obbligo scolastico, in un periodo in cui, la ricostruzione post bellica del Paese, passava attraverso la ricostruzione morale e culturale degli italiani. A tal fine operò sia presso il Patronato Scolastico sia presso il servizio sociale e dell’assistenza alla gioventù dell’Opera Diocesana di Assistenza. Per molti anni fu presidente diocesano dell’AIMC e, in tale veste si occupò della formazione e dell’aggiornamento dei giovani maestri organizzando e dirigendo corsi di cultura magistrale ed insegnando didattica differenziale e pedagogia emendativa.

Per i meriti acquisiti nel campo delle lettere e degli studi emendativi fu membro honoris causa dell’Accademia Internazionale "Tommaso Campanella" di Lettere –Arti - Scienze. Particolarmente interessante un suo volume di pedagogia emendativa, edito dalla Mit di Cosenza in due edizioni: nel 1967 e nel 1972.

"E’ un’opera che", scriveva Michele Amato che curò la presentazione della seconda edizione, "è nata da un bisogno del cuore e dell’intelletto: non è difficile, infatti, rintracciare qua e là nelle pagine del volume, il bisogno di riversare su creature comunque tarate la piena di un senso d’amore, per soddisfare una prepotente esigenza di bene". Per molti anni mise la sua cultura e la sua esperienza a disposizione delle nuove leve della scuola in qualità di insegnante di tirocinio presso l’Istituto Magistrale di Cassano. Una delle sue ultime fatiche è stata la fondazione, insieme ad altri amici, di un Centro Studi Socio-Psico-Pedagogico che ha operato a Cassano e che si proponeva lo studio, l’approfondimento e la diffusione dei risultati, dei problemi e delle prospettive delle scienze socio-psico-pedagogiche. Cittadino esemplare, ha sempre partecipato alla vita della comunità apportandovi largamente contributi di pensiero e di azione. Ha avuto della scuola un alto concetto, la scuola come vita, come esperienza ed unificazione delle esperienze, come soluzione di problemi, come tirocinio che prepara il fanciullo alla vita propria dell’adulto. Emblematici appaiono i giudizi espressi su Giuseppe Conte da due suoi direttori. Domenico Lione così scriveva nel 1959: "Maestro di rara dirittura morale, d’intelligenza pronta, partecipa con impegno alla vita della scuola, gode di ottima stima tra i maestri di cui è fiduciario per l’Aimc : è amato ed apprezzato dalle famiglie e dal pubblico come cittadino e come uomo leale ed onesto".  Francesco Mortati così relazionava nel 1965 a proposito dell’insegnante Giuseppe Conte :" E’ un galantuomo: serio, preciso; ordinato; correttissimo in tutte le sue manifestazioni. Come maestro comandato presso la P.O.A. di Cassano Ionio, ha svolto un’intensa ed efficace attività nel campo assistenziale, impegnandosi innanzitutto, e con ottimi risultati, nell’azione di recupero alla scuola degli alunni abbandonati alla strada".

"E’ un galantuomo" è il giudizio più bello e più adeguato che sia mai stato espresso su Giuseppe Conte. E’ il giudizio che sintetizza perfettamente la sua personalità di cittadino ed educatore. Riteniamo che il galantuomo, oltre che il maestro Giuseppe Conte, possa essere additato come esempio di preclari virtù civili ed educative alle giovani generazioni. Siamo convinti, inoltre, che oggi sia necessario individuare, al fine di additarli come modelli ai giovani, nuovi eroi: persone che si sono distinte per la loro vita onesta e proba, senza eccessi da barricata, che hanno vissuto coltivando i valori che rendono la vita ricca di significato.

"Fac id quod est humanitatis tuae : fa quello che sei in dovere di fare, come uomo" : è l’imperativo nel quale oggi possiamo, ragionevolmente, rinvenire quel normale eroismo di cui tanto ha bisogno la nostra società post industriale che, tra profitto, complessità e globalizzazione, rischia di snaturare l’uomo. Antonio Di Matteo

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