COMUNICATO STAMPA

Alcune classi della nostra scuola primaria hanno, recentemente, effettuato un viaggio d’istruzione in Toscana ed una visita a Barbiana, località montana del comune di Vicchio del Mugello, ai piedi del monte Giovi, dove nel 1954 fu confinato don Lorenzo Milani che vi fondò la celebre Scuola, famosa in tutto il mondo.

Si è trattato di un vero e proprio pellegrinaggio laico da parte dei docenti e degli alunni di una scuola, come quella di Cassano,che porta il nome di don Milani e che si ispira ai principi della scuola di Barbiana.

"Don Lorenzo Milani e la sua scuola di Barbiana rappresentano un punto storico dei nostri valori educativi.

A cinquant’anni da quella esperienza il messaggio di fondo che da lì viene, è il nostro messaggio.

Una scuola di Socrate che insegni a ragionare e ad essere cittadini sovrani.

Una scuola laica e pubblica, preoccupata di garantire ad ognuno la propria realizzazione personale, a partire da chi ha di meno.

Una scuola della ricerca, della cooperazione, per l’uguaglianza delle opportunità.

Ripartire dall’esperienza della scuola di Barbiana, dalla lezione ancora viva ed attuale di don Lorenzo Milani. Si può e si deve , soprattutto oggi, in un momento aspro della vita civile, politica e culturale del nostro Paese, un momento che sta segnando in maniera profonda il sistema educativo e scolastico italiano. Penso alla scuola come strumento di emancipazione e di promozione sociale; penso alla scuola che "dà di più a chi ha di meno", penso alla scuola che si preoccupa dei "ragazzi che perde", e infine penso alla scuola come luogo di elaborazione di quei valori collettivi e condivisi che rappresentano il fondamento della convivenza civile e del tessuto democratico di un Paese. E penso, infine, a quanto la scuola italiana ha saputo costruire, in un lunga marcia di "riforme sul campo", interpretando questi principi e questi valori.

Ecco perché si può e si deve ripartire dall’esperienza di Barbiana, ecco perché momenti come quello vissuto in pellegrinaggio a Barbiana sono ulteriori occasioni per inserirsi in quel movimento ampio e plurale creato da coloro che vogliono lavorare per una scuola sempre migliore e che non intendono rinunciare al valore civile, politico ed etico della scuola pubblica, presidio insostituibile di libertà e di democrazia".

A Barbiana gli alunni sono stati ricevuti da Michele Gesualdi, già presidente della provincia di Firenze ed ex allievo di don Lorenzo, che ha illustrato ai ragazzi la vita ed il fare scuola a Barbiana, località irrangiungibile se non a piedi, senz’acqua e senza luce.

Dopo cinquant’anni di abbandono, a Barbiana domina la desolazione e la povertà.

Attualmente un gruppo di ex allievi hanno dato vita ad una Fondazione, che ha sede nei locali della scuola, con lo scopo di consolidare quanto resta della canonica e della chiesa e rilanciare il messaggio educativo ed evangelico di Barbiana.

Gli alunni hanno visitato, poi, il piccolo cimitero di montagna che conserva le spoglie del Priore.

Una lastra di marmo bianco per terra sormontata da una croce, qualche fiore di campo, la scritta "sac. Lorenzo Milani Priore di Barbiana dal 1954".

A Barbiana dopo la morte di don Milani non vi furono altri parroci, il Priore è ancora lui, dal 1954!

Una chiesetta, una canonica semidiroccata, un pergolato, un piccolo cimitero in mezzo ai boschi, ecco cosa siamo andati a vedere a Barbiana.

E’ facile pensare al Vangelo di Luca :

Che cosa siete andati a vedere nel deserto?

Una canna agitata dal vento?

E allora che cosa siete andati a vedere?

Un uomo avvolto in morbidi vesti?.....

Allora che cosa siete andati a vedere?

Un profeta?

Si, vi dico, è più che un profeta.

(Luca 7, 25-26)

Dal quel deserto si è levata una grande luce che ha illuminato a giorno non solo la Chiesa fiorentina ma anche gli ultimi cinquant’anni della storia civile del nostro Paese e della scuola italiana.

 

                                                                               Antonio Di Matteo