PROGETTO "ARGO"                                         

Premessa

L’anno 2003 è l’anno europeo delle persone con disabilità, rappresenta per la nostra scuola una preziosa occasione di riflessione e d’impegno; è l’occasione per rilanciare nel nostro POF l’obiettivo della pari dignità sociale, la promozione e la valorizzazione dei diversamente abili, sulle basi di una progettualità nuova e condivisa che, stimolando una forte presa di coscienza da parte di tutti i cittadini sul tema dell’integrazione, sappia sostenere ed orientare l’iniziativa concreta della nostra scuola e delle forze sociali che operano sul territorio.

Da poco si parla di diversabilità, termine che vuole mettere in evidenza le potenzialità e porre in secondo piano i limiti, e questo, che sembra cosa da poco, è già un enorme passo avanti per il riconoscimento di una "diversità costruttiva ed integrata".

Da qui il nostro impegno.

Sintesi delle caratteristiche della scuola

Il Circolo comprende le scuole elementari e dell’infanzia di Cassano centro.

Il Comune di Cassano, posto al centro della Sibaritide, rappresenta un’area ad alto rischio di delinquenza e di dispersione scolastica, caratterizzata da situazioni di forte disagio economico-sociale che hanno causato e causano abbandoni ed insuccessi.

Il territorio è caratterizzato da nuovi fenomeni migratori verso le regioni più ricche dell’Italia del nord e da un tasso di disoccupazione di poco al di sotto del 30%.

L’assenza di servizi di tipo culturale e di aggregazione sociale, di servizi ricreativi e per il tempo libero, poi, completano il quadro di un territorio potenzialmente ricco ma sostanzialmente povero sotto tutti i punti di vista, con l’Ente Locale in dissesto economico da anni.

La popolazione scolastica è distribuita in 3 plessi di scuola primaria e in tre plessi di scuola dell’infanzia.

La stratificazione sociale dell’utenza è oltremodo composita: la maggior parte dei papà degli alunni sono braccianti/operai, muratori seguono gli impiegati e i commercianti, mentre le mamme, per la maggior parte, sono casalinghe.

Relativamente al titolo di studio dei genitori degli alunni della scuola elementare, si veda la tabella riportata in appendice.

Rilevante è l’alto numero di genitori con la sola licenza elementare (27,8%), mentre solo il 4,8% è in possesso di una laurea e il 2,4% è in possesso o di una qualifica professionale o non ha completato le scuole elementari.

Il plesso i cui genitori hanno frequentato meno la scuola è quello di via Siena, seguono, nell’ordine, quello di via Alvaro e quello di via Amendola dove si registra, in confronto agli altri plessi di scuola elementare, la più alta percentuale di genitori laureati (9,2%) e la più bassa percentuale di genitori in possesso di licenza elementare (16 %).

Nelle classi del Circolo sono iscritti 11 alunni handicappati psicofisici.

PET THERAPY

 

Accanto alle attività tradizionali della scuola per l’integrazione, all’utilizzo dei soliti ambienti, attrezzature e alle solite attività con particolare richiamo all’attività di laboratorio per l’integrazione, nel corrente anno scolastico 2003/2004, l’offerta formativa della nostra scuola in favore degli alunni diversamente abili, unica esperienza in Calabria, intende arricchirsi, raccogliendo gli inviti del Ministero della Salute, del progetto sperimentale di pet therapy dal titolo "Progetto Argo".

Il progetto vuole aderire alla Risoluzione "Pari opportunità per alunni e studenti disabili nell’istruzione e nella formazione" adottata dal Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea il 6 maggio 2003 e alle raccomandazioni contenute nell’accordo Stato Regioni, siglato il 6 febbraio 2003 tra il Ministro della Salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, pubblicato in G.U. n. 51 del 3.3.2003 e recepito con DPCM 28.2.2003 dal Consiglio dei Ministri (G.U. del 4.3.2003) oltre che al progetto di legge approvato dalla Camera dei Deputati il 14/15 gennaio 2003 in difesa degli animali domestici che reca un ordine del giorno (Atti della Camera 432 – Sezione 11) approvato dalla Camera che impegna il Governo a prevedere appropriate risorse finanziarie per permettere la prosecuzione delle sperimentazioni e la promozione dell’utilizzo degli animali a fini terapeutici

 

La sperimentazione è orientata a verificare le possibilità terapeutiche, riabilitative e rieducative ottenibili con la disabilità intellettiva e sensoriale attraverso l’utilizzo del cane nel contesto di Pet-Therapy.

Per disabilità intellettiva si intende qualsiasi deficit neurologico di natura intellettiva.

Ogni attività terapeutica deve ritrovare in sé una valenza educativa perché ogni azione sia sempre orientata alla massima realizzazione della persona.

Vogliamo utilizzare il cane come mediatore educativo e l’attività di Pet-Therapy deve diventare strumento nelle mani dell’educatore, finalizzando ogni azione al progetto educativo generale di ogni persona coinvolta.

La terapia assistita è l’azione che si svolge tra animale e uomo; azione ricca di senso, di significato affettivo, relazionale, comunicativo e cognitivo.

E’ azione educativa mirata all’incremento di personalità ed alla crescita della persona.

Come tutti gli interventi terapeutici, la terapia assistita diventa strumento educativo nelle mani dell’educatore.

Permette a quest’ultimo di gestire il cane secondo le finalità, il contesto, gli obiettivi prefissati, garantisce un salto di qualità nell’intervento educativo sulla persona.

Avere un cane preparato secondo gli obiettivi specifici individualizzati di un soggetto garantisce un altissimo livello di qualità nell’attività di terapia assistita.

La disabilità intellettiva, a differenza di quella sensoriale dove la persona è autosufficiente nella gestione del cane, richiede un approccio completamente diverso.

Nel disabile intellettivo è messo in discussione il livello di coscienza di sé, le ridotte capacità di decodifica della realtà esterna, le scarse o nulle autonomie, le difficoltà motorie, di respirazione, neurofunzionali, sensoriali, cognitive e di coordinamento generale.

Il deficit si delinea come danno alle aree sottocorticali o come alterazione cromosomica o genetica.

Fondamentale, nel lavoro educativo per questo tipo di deficit, è uno strumento di attivazione che garantisca un alto livello di motivazione che dura nel tempo e che può essere mantenuto in autonomia dal soggetto; sia dal punto di vista emotivo (l’emozione nasce autonomamente dal desiderio e non dallo stimolo esterno dell’educatore), sia dal punto di vista pratico (l’utente riesce a gestire direttamente con il minimo di assistenza esterna e con intenzionalità).

La complessità del deficit impone un continuo ripensamento dei livelli d’addestramento del cane in un’analisi particolareggiata e attenta dell’interazione; ogni volta che un soggetto raggiunge un obiettivo è sempre necessario modificare il comportamento del cane.

Il contesto motivante ed emotivamente coinvolgente del cane crea una situazione di stimolo positivo che attiva il soggetto permettendogli alti livelli di prestazione e l’utilizzo delle capacità residue.

E’ ormai ampiamente accertato che un’esperienza gratificante e coinvolgente ha l’effetto di aumentare l’area della corteccia intellettiva interessata.

Negli studi più recenti è stato ampiamente dimostrato come un’emozione negativa provochi ansia, chiusura, rapimento intellettivo; mentre un’attività molto stimolante e affettivamente coinvolgente crei emozioni positive, permettendo l’attivazione dei livelli corticali e neuro funzionali.

La terapia assistita svolta con il cane quale mediatore educativo si dimostra uno strumento valido nella motivazione, nel raggiungimento degli obiettivi prefissati e nell’incremento di sviluppo della persona affetta da deficit intellettivo.

Il nostro cane, essendo un soggetto giovane, dev’essere opportunamente addestrato da personale specializzato; tale personale assumerà anche il compito di conduttore dell’animale durante le sedute di pet-therapy.

Obiettivi del progetto

Rendere il comportamento del cane completamente adeguato alle capacità dei soggetti coinvolti, compatibilmente con la loro tipologia di deficit e coerentemente al progetto educativo.

Far interagire il cane con i livelli cognitivi, relazionali, comunicativi, affettivi, emotivi, motori degli utenti al fine di stimolare in modo costruttivo l’evoluzione educativa della persona.

Sperimentare la possibilità che il cane possa diventare supporto ed elemento motivante dell’attività quotidiana, anche come ausilio all’autonomia personale, coerentemente al contesto, nella specificità dei deficit della disabilità intellettiva e sensoriale.

Strumentazione e modalità di realizzazione

Per la ricerca sarà utilizzata l’Osservazione Partecipata, le fotografie, la ripresa filmata, il diario/relazione di ogni incontro, le verifiche d’équipe.

Si utilizzerà una griglia di riferimento per l’osservazione in cui di identificheranno i seguenti parametri:

Stato emotivo: si porrà attenzione al cambiamento che i ragazzi manifestano quando sono a contatto con il cane (la motivazione all’attività ricade sull’aspetto emotivo generando cambiamenti nell’umore, nell’attenzione e nella partecipazione);

Livello motorio:si osserveranno principalmente i miglioramenti nel movimento, nel tono muscolare, dell’intenzionalità nella ricerca di senso;

Aspetto affettivo: accettazione e disponibilità si combinano con l’esternazione di effusioni che in seguito si ripercuotono migliorando il tono quotidiano dell’umore;

Livello di comunicazione: (verbale, gestuale): la reciproca relazione con l’animale sprona ad un’autonoma ricerca qualitativa e quantitativa nello spettro comunicativo;

Aspetto cognitivo di presa in carico di una consegna:

a) tempi di lavoro

livelli di attenzione

sequenze operative

Disponibilità alla relazione e all’attività;

Coinvolgimento della famiglia.

Strutturazione dell’intervento

Nella prima fase si costruisce il rapporto con il cane.

L’insegnante è l’elemento tranquillizzante e rassicurante nell’approccio iniziale, mentre il conduttore, secondo le reazioni del soggetto, decide i rapporti di vicinanza-lontananza con il cane.

Nella seconda fase, il cane, ai livelli prefissati, interagisce con il soggetto.

Il docente resta sullo sfondo.

E’ la fase più delicata dove si costruiscono i livelli di interazione tra cane e persona.

In un’eventuale terza fase del progetto il cane potrebbe essere consegnato alla famiglia

(in tal caso avremmo bisogno di più animali opportunamente addestrati).

Il cane potrebbe essere sia in famiglia che a scuola. E’ il docente / educatore che utilizzerà il cane nel raggiungimento degli obiettivi prefissati, mentre in famiglia si potrebbero vivere gli aspetti più ludici.

Procedure operative

Si lavorerà con tutti gli alunni diversamente abili che frequentano la nostra scuola, valutando le loro potenzialità relazionali e le loro capacità residue.

Per ogni alunno si elaborerà un progetto individuale in cui si sottolineerà, per ognuno, il possibile spazio che il cane può avere nell’intervento educativo globale.

Per molti si ipotizzerà certamente un’effettiva ricaduta, in termini di benefici, sul potenziamento della capacità affettivo-emotiva.

Il primo periodo sarà caratterizzato dall’avvicinamenti del cane alle persone, per verificare le reazioni di entrambi in situazioni destrutturate.

Agli alunni sarà offerta la possibilità di avvicinare il cane in situazioni normali e non artificiali.

Obiettivo di questi primi incontri è quello di verificare le reazioni delle persone in prossimità del cane, atteggiamenti di chiusura, di apertura, di paura e di indifferenza.

In questa prima fase è costante la presenza del conduttore e del docente, quest’ultimo quale elemento rassicurante.

Le reazioni degli alunni diventeranno elementi di valutazione da parte del docente e del conduttore, per stabilire la vicinanza/lontananza o le modalità di contatto tra la persona e il cane.

La presenza del docente è elemento di filtro affinché il contatto con il cane avvenga senza traumi e mediato secondo le risposte dei soggetti.

Contemporaneamente all’avvicinamento dell’animale sarà posta attenzione al rapporto alunno-conduttore.

Al conduttore saranno presentati gli alunni, saranno evidenziati i tratti caratteristici del comportamento, le capacità presenti, le peculiarità motorie, le modalità di comunicazione, il tipo di linguaggio utilizzato e il deficit da cui sono affetti.

Ogni momento sarà accuratamente ripreso per essere analizzato dal gruppo di lavoro onde poter meglio valutare le risposte date e progettare l’incontro successivo.

Dalle esperienze già effettuate altrove è emersa la necessità di porre il soggetto in un ambiente comodo, tranquillo, consono alle sue esigenze.

Da un lato la comodità della posizione gli permette di controllare, nel modo migliore per lui, l’ambiente circostante; dall’altro la riduzione dell’ansia provata da parte dell’educatore, saranno elementi chiave per vincere la diffidenza e la paura di approccio verso il cane.

E’ questa un’osservazione fondamentale perché molti ragazzi con difficoltà visuopercettive, di orientamento spaziale e motorio, trovandosi a dover canalizzare molte delle loro energie per mantenere un equilibrio precario e per controllare la loro posizione rispetto all’ambiente e ai disturbi di questo, rischiano d rifiutare il cane in quanto incapaci di controllarlo e di decodificarne il movimento nello spazio visivo.

Il soggetto, una volta messo in una posizione di long-sitting a terra, che costituisce elemento di stabilità annullando i disequilibri motori e di percezione dello spazio circostante, migliora il controllo del campo visivo ed è facilitato dal punto di vista manuale, trovandosi così in una situazione nella quale lo sguardo è alla stessa altezza dell’animale.

Tale posizione permette un migliore intervento di guida fisica dell’insegnante e del conduttore e serve da elemento rassicurante in quanto permette la protezione sul possibile comportamento troppo invasivo del cane.

Tutto il materiale filmato e fotografato viene mostrato ogni volta al gruppo dei soggetti protagonisti sotto forma sia di video che di fotografie appese a dei cartelloni.

Nella seconda fase di avvicinamento, si proporranno uscite col cane al guinzaglio nel cortile o nei paraggi della scuola.

L’attenzione sarà posta sulla percezione del movimento del cane.

Particolare attenzione si porrà, inoltre, alla visita dei luoghi dove vive il cane, alla sua cuccia ecc.

I tempi di lavoro si prevedono da un minimo di 15 minuti ad un massimo di 1 ora e 30 minuti non continuativi, intercalati da pause necessarie sia al cane che al bambino.

Risultati attesi

La pet-therapy non risolverà i problemi dei nostri alunni diversamente abili ma migliorerà la qualità della loro vita.

I miglioramenti che si ipotizzano hanno una base comune: l’elemento motivante rappresentato dal cane.

Si prevede di far emergere la grande capacità motivante che il cane ha sui ragazzi, secondo lo status psicofisico di ogni persona e secondo la particolarità del loro handicap, ognuno, si prevede, manifesterà potenzialità latenti che emergerebbero con difficoltà nel lavoro quotidiano.

Il cane permetterà l’esplosione immediata di potenzialità poco espresse se non a fronte di grossi stimoli motivanti.

La grossa motivazione data dalla presenza del cane consentirà un aumento dei tempi di attenzione, un miglioramento della motivazione al movimento verso il cane, delle manifestazioni emotive e di affetto, dei cambi di tono di umore, stimolazione uditiva, tattile e sensoriale, aumento della verbalizzazione e del tono della voce oltre alla possibilità di rielaborare a distanza di tempo l’esperienza e la forte gratificazione.

I tempi di attenzione in alunni affetti da disabilità intellettiva rappresentano una delle condizioni di maggiore impedimento nella strutturazione di molte attività, solo un contesto molto motivante permette di lavorare per tempi di attenzione così lunghi.

1. Miglioramento delle capacità di apprendimento

2. Miglioramento nel rispetto delle regole attraverso attività ludiche

3. Superamento della fobia degli animali appartenenti alle specie utilizzate nella terapia

4. Capacità di partecipare ai giochi proposti dagli operatori

5. Serenità e sicurezza

6. Progressivo aumento dellattenzione nei confronti dellanimale

7. Contatto tattile verso lanimale

8. Progressivo miglioramento nellinterazione con gli animali e gli operatori

9. Maggiore autonomia e migliore verbalizzazione

10. Diminuzione dei movimenti stereotipati

Collegamenti con il territorio e risorse professionali

Partners privilegiati della scuola per la realizzazione del progetto sono l’Ente Locale e l’Asl di appartenenza (n. 3 di Rossano), il mondo del volontariato e tutti coloro che, a vario titolo, si occupano del problema dell’handicap sul territorio.

In particolare, è stata chiesta all’Asl la disponibilità delle figure professionali previste - esistenti nei suoi organici - costituenti l’équipe a cui è riservato il compito di supervisionare e valutare scientificamente il lavoro, man mano che procede.

Gruppo di lavoro

Il gruppo di lavoro è composto dalle seguenti figure professionali: conduttore-istruttore cinofilo, docenti di sostegno, terapista della riabilitazione, neuropsichiatra, pedagogista, psicologo, veterinario, rappresentante dei genitori.

Monitoraggio e valutazione

Compito del gruppo di lavoro è quello di valutare periodicamente i risultati raggiunti, progettare le azioni future partendo dai progetti di terapia assistita realizzati individualmente per i ragazzi, decidendo le azioni che il cane deve operare per restare coerente con il lavoro educativo, secondo le proprie rispettive competenze e professionalità.

Sarà utilizzata dagli specialisti una batteria di test, volta a rilevare e a monitorare sia aspetti della personalità, sia aspetti cognitivi, composta da:

· 2 questionari di personalità
(Scala dAnsia per lEtà Evolutiva; Childrens Depression Inventory)

· 2 test proiettivi
(Test della Figura Umana; Le Favole della Duss)

· 2 test cognitivi
(Wechsler Intelligence Scale for Children; Prova di Comunicazione Referenziale)

· 1 questionario di personalità compilato dai genitori
(Personality Inventory for Children)

Per ogni soggetto sottoposto allindagine, quindi,sarà disponibile una scheda individuale in cui saranno riportati gli esiti dellindagine conoscitiva preliminare ed i risultati dei test somministrati, il profilo psicologico sintetico che elabora e riassume i dati raccolti, gli obiettivi individuali di miglioramento da raggiungere entro il termine della sperimentazione e le metodologie operative attraverso cui raggiungere tali obiettivi.

Coinvolgimento delle famiglie

La disponibilità e la collaborazione delle famiglie sono elemento fondamentale per la riuscita del progetto.

Si prevede di sensibilizzare le famiglie degli alunni disabili con una serie di incontri (individuali e di gruppo) con gli specialisti del gruppo di lavoro che nel corso dei colloqui effettueranno anche un’indagine conoscitiva sulla condizione personale e familiare di ciascun bambino al fine di inquadrarne meglio la personalità.

La dott.ssa Ilaria Dapino, mamma affidataria di uno degli alunni interessati al progetto, per le particolari competenze in materia di handicap e per la particolare sensibilità che le deriva dall’ essere mamma affidataria di bambini ospitati in una "Casa Famiglia", coordinerà e motiverà il gruppo dei genitori, coinvolgendoli nelle finalità del progetto.

Le famiglie saranno aggiornate, in tempo reale, sui progressi che saranno registrati; sarà loro chiesto, eventualmente, di continuare a casa l’attività terapeutica nei casi in cui sarà possibile disporre di più animali addestrati.

Sintesi dei bisogni educativi degli alunni

Alunno 1

L’alunno è affetto da ritardo psicomotorio, da tetraparesi spastica,da idrocefalo compensato con grave ipoacusia.

Le aree interessate dal deficit sono quella cognitiva, linguistica, motorio-prassica, neuropsicologica, autonomia e udito.

E’ un bambino che dal punto di vista della socializzazione ricerca il contatto fisico sia da parte dei familiari che da parte di altre figure; è ben inserito nel gruppo sezione, gioca volentieri con i compagni.

E’ in grado di afferrare e lanciare una palla,gioca da solo con incastri e plastilina ed è capace di collocare gli incastri nella posizione giusta.

Utilizza il linguaggio gestuale mentre riesce a manipolare con intenzionalità dimostrando di possedere una discreta coordinazione oculo manuale.

Nel movimento non è autonomo, si sposta nell’ambiente carponi.

Snoopy potrà aiutare il bambino ad incrementare la capacità psicosensoriale (acustica, visiva, tattile ecc.) e le condotte motorie (accarezzare il cane, utilizzarlo come stimolo al movimento secondo schemi riabilitativi predisposti da un fisioterapista ecc.).

Alunno 2

E’ affetto da ritardo mentale di grado lieve, deficit attentivo ed iperattività.

E’ un bambino abbastanza curato che possiede un’adeguata autonomia personale.

Per quanto riguarda l’autonomia scolastica, non è in grado di procedere da solo, necessita di supporti adeguati e continui per portare a termine le attività in modo corretto, specie quelle che richiedono l’uso di logica, calcolo, comprensione, scrittura ecc.

Nell’area affettivo-relazionale apparentemente si rapporta positivamente con i compagni e con gli adulti, ma nei momenti di attività ludica non mostra sufficiente autocontrollo e mostra scarsa osservanza delle regole perché impulsivo.

Relativamente all’apprendimento presenta un ritardo cognitivo con deficit attentivo, difficoltà in tutte le aree di apprendimento ed in particolare in quella linguistico-espressiva e logico-matematica.

Apprende prevalentemente in modo pratico, meccanico e ripetitivo.

Sul piano motorio prassico presenta difficoltà di coordinazione oculo-manuale e della motricità fine.

Le attività didattiche devono mirare soprattutto ad un aumento dei tempi attentivi (vista la labilità attentiva del bambino, ogni attività di tipo prettamente cognitivo dovrebbe essere intercalata da momenti di gioco motorio).

E’ necessario anche migliorare le relazioni interpersonali con i compagni proponendo situazioni di gioco, di attività musicale, di lavoro manuale ecc. nelle quali venga coinvolto insieme al gruppo classe, guidandolo ad accettare la propria mansione utile alla conclusione del lavoro comune.

Alunno 3

L’alunno è affetto da lieve ritardo cognitivo con grave ritardo degli apprendimenti, ansia da prestazione e balbuzie emotiva.

L’alunno possiede un’adeguata autonomia personale.

Per quanto riguarda l’autonomia scolastica non dimostra alcun interesse e non è in grado di procedere da solo.

Nell’area della socializzazione ha difficoltà dovute anche all’aspetto comunicazionale ed è passivo nelle attività di gruppo.

Relativamente all’apprendimento evidenzia notevoli difficoltà in tutte le aree di apprendimento.

Le abilità mnestiche sono limitate e comunque sempre legate a situazioni concrete. Presenta inoltre difficoltà di organizzazione temporale, di astrazione e logica. Apprende prevalentemente in modo pratico, meccanico e ripetitivo.

Nell’ambito motorio-prassico: resta passivo nei confronti di qualsiasi attività di gioco predisposta per il gruppo classe. La motricità globale appare impacciata, ha difficoltà nella corsa, non sa eseguire saltelli, fare capriole, rotolare. Nella motricità fine e nella coordinazione oculo-manuale mostra incapacità a svolgere attività che richiedono determinate abilità come ad es. colorare rispettando i margini, ritagliare ecc.

Nell’ambito scientifico : possiede conoscenze di base su animali e persone.

Con l’alunno si mirerà soprattutto a consolidare i prerequisiti psicomotori, linguistici e logico-matematici, indispensabili per gli apprendimenti scolastici.

Il contatto con il cane potrebbe motivarlo ed aiutarlo a rinforzare la fiducia in se stesso, a portare a termine incarichi e ad intraprendere attività di gioco che lo coinvolgeranno da solo e in gruppo dal punto di vista motorio.

Alunno 4

La diagnosi clinica che le riguarda parla di ritardo mentale e di ritardo del linguaggio.

E’ autonoma a scuola ed è inserita nel gruppo dei compagni..

Timida ed insicura, ha difficoltà ad entrare in rapporto con gli adulti.

Ha bisogno di figure di riferimento e costante bisogno di essere stimolata, rassicurata e gratificata.

Sul piano dell’apprendimento: si rileva che lo sviluppo cognitivo non è adeguato all’età, riesce ad imparare soltanto dopo continue ripetizioni. Possiede conoscenza della qualità degli oggetti, riesce a seriare e a classificare.

Il linguaggio è povero, risente di influenze dialettali.

Nell’ambito motorio: buona la coordinazione oculo-manuale, è capace di seguire un percorso, riesce a ritagliare e a colorare rispettando i margini. A causa dell’intrarotazione degli arti inferiori, ha difficoltà nella deambulazione, nella corsa ecc.

Alunno 5

Il bambino è affetto da: rilevante deficit attentivo, ritardo del linguaggio, deficit del visus e ritardo psicomotorio in soggetto già operato per idrocefalo.

L’autonomia è scarsa, il bambino non è, infatti, in grado di spostarsi autonomamente, si sposta solo se accompagnato dall’adulto.

A causa del suo handicap non è ben inserito nel gruppo classe, ricerca ed accetta la compagnia dei coetanei ma non è capace di interagire con essi.

Nel rapporto con gli adulti ha costante bisogno di figure di riferimento ed ha bisogno di essere continuamente rassicurato e stimolato.

Le abilità cognitive del bambino sono prevalentemente senso-motorie.

Sul piano linguistico, riesce a vocalizzare in modo espressivo e a dire qualche parolina ma non è capace di fare richieste o esprimere i propri bisogni.

Nell’ambito motorio prassico: non risulta del tutto acquisito il controllo del tronco.

La coordinazione oculo-motoria è deficitaria.

Imita gli altri o ripete movimenti acquisiti.

Non utilizza nozioni spaziali, né temporali.

L’obiettivo principale è di memorizzare una sequenza di operazioni mirate a strutturare un minimo di contesto relazionale con il cane: branco, riconoscimento delle parti del corpo su indicazione dell’insegnante, richiesta di ricompensa a comando.

Alunno 6

L’alunno è affetto da grave ritardo mentale e da grave ritardo del linguaggio.

Note dismorfiche. Ansia generalizzata.

L’alunno è in grado di orientarsi nello spazio scuola ma necessita della compagnia di adulti o coetanei perché evidenzia paura ed insicurezza.

Distingue gli ostacoli e li evita mentre non è capace di riconoscere i pericoli.

Si blocca ad ogni nuova attività scolastica: deve essere costantemente stimolato e sollecitato per portare a termine semplici consegne.

Sul piano affettivo, si evidenziano elementi di fragilità emotiva sfocianti in manifestazioni d’ansia. Ad ogni nuova interazione evidenzia paura e insicurezza, partecipa solo in parte alle attività scolastiche.

Sul piano dell’apprendimento si rilevano tempi di attenzione brevissimi, buona memoria visiva. Conosce animali vicini al suo vissuto.

Il suo linguaggio verbale è povero e mal strutturato; si esprime con la parola frase e in dialetto per verbalizzare le proprie esperienze e per entrare in rapporto con gli altri.

Con l’alunno bisogna puntare alla sviluppo della sua autonomia personale e all’acquisizione dei prerequisiti fondamentali.

Questo alunno ha già vissuto una breve esperienza con il cucciolo di labrador.

Ha subito socializzato con il cane, lanciando oggetti che il cane gli riportava ed afferrandolo per le zampe anteriori fino a sollevarlo da terra.

Alunno 7

Diagnosi: Ritardo mentale di grado moderato, ritardo del linguaggio ed impaccio motorio.

L’alunna dimostra, quale conseguenza della sua situazione di handicap, un ritardo negli apprendimenti curricolari e nell’acquisizione dell’autonomia sociale.

La motricità globale sembra essere impacciata.

I movimenti non sono armoniosi ma goffi.

Non mantiene l’equilibrio su tavole poste sul pavimento. L’autonomia sembra essere adeguata all’età..

Deficitari sia i concetti spaziali che temporali.

Sono prevedibili discreti miglioramenti se supportata da sostegno nelle attività didattiche e da un intervento riabilitativo mirato sia al versante linguistico tramite training logopedico, sia al versante motorio tramite psicomotricità e attività sportive e di gruppo.

Alunno 8

Presenta la seguente diagnosi funzionale: afachia chirurgica in soggetto con cateratta congenita all’occhio sinistro.

Ritardo grave del linguaggio, deficit uditivo trasmissivo verosimilmente transitorio, rilevante deficit attentivo.

Disadattamento familiare.

Alunno 9

La diagnosi clinico funzionale riporta ritardo del linguaggio – dislalie – disturbi del comportamento, pregressa ipoacusia trasmissiva, disturbo del deficit dell’attenzione con iperattività.

Alunno 10

L’alunno è affetto da ritardo mentale di grado moderato, ritardo del linguaggio, deficit attentivo, mancata organizzazione delle autonomie e dei prerequisiti dell’età in soggetto con sindrome malformativa sospetta.

Il cane

Snoopy è un cucciolo di Labrador, maschio, color crema, nato il 1° gennaio 2003 ceduto in comodato gratuito alla Scuola per le finalità di cui al presente progetto.

Il cane proviene dall’allevamento di Casa Paraporti di Ottobiano (Pv) - l’allevamento è regolarmente registrato all’ENCI- (www.paraporti.com).

Il cucciolo è iscritto al LOI (Libro Origini Razze Italiane)

Secondo una leggenda, il Labrador è nato dall'impossibile matrimonio tra un cane e una lontra, della quale possiede tre caratteristiche: il mantello impermeabile, la coda rotonda e l'abilità nel nuoto.

Prima è stato marinaio, poi cacciatore, oggi oltre ad essere un impagabile animale da compagnia, è diventato grazie al suo intuito, alla sua pazienza, e al suo sviscerato amore per l'uomo, un ottimo - fors'anche il migliore - cane universale impiegato nei ruoli più moderni: cane di assistenza per gli invalidi, cane terapeuta presso cliniche, case di riposo, prigioni, scuole o cane da ricerca ( droga, armi, esplosivi ).

Il Labrador è un cane bravo, ubbidiente, ma irrefrenabile, vivace e conscio delle sue armi di seduzione.

Lui ha bisogno di un compagno umano con il quale condividere la sua gioia di vivere, il suo entusiasmo, la sua sfrenata curiosità.

Socievole con gli altri, è affettuosissimo con i bambini.

 

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16. Hines, L., & Fredrickson, M. (1998). Perspectives on animal-assisted activities and therapy. In W.C.C. & D. C. turner (Eds.), "Companion Animals in Human Health, Thousand Oaks, CA: Sage Publications, 23-29

17. Howie A., Jainchill N., Davis V., 1999. La valutazione della struttura. Delta Society, Renton, WA, USA. Edizione italiana a cura dellIstituto Zooprofilattico Sperimentale dellAbruzzo e del Molise .G. Caporale.

18. O. Pediconi, B. Alessandrini, S. Del Papa, L. Valerii, F. Iannino, S. Scaioli. I benefici della terapia assistita con animali: risultati della ricerca sperimentale dell'IZSAM. Convegno "Il cane in aiuto dell'uomo. Alla scoperta della pet Therapy". San Patrignano, 17 - 18 Aprile 1999

DIREZIONE DIDATTICA 1° CIRCOLO

"Lorenzo Milani"

CASSANO ALL’IONIO (CS)

A.S.: 2003/04

Area affettivo -relazionale:

-0 disponibilità al rapporto;

-1 timore

-2 attenzione

-3 ansia

-4 interesse

-5 indifferenza

-6 partecipazione

 

 
Area motorio- prassica e senso-percettiva:

-7 coordinazione dinamica generale;

-8 motricità globale e fine;

-9 orientamento spazio-temporale;

-10 esplorazione attraverso i canali sensoriali.

 

Area linguistico-comunicazionale:

-11 espressività comunicativa;

-12 motivazione;

-13 contenuti prevalenti;

-14 comprensione;

-15 produzione.

 

 

 
Area cognitiva:

-16 strategie attivate

-17 uso in modo integrato di competenze diverse.

-18 livello di attenzione

-19 presa in carico di una consegna

-20 tempi di lavoro

 

 

 

 

Rapporti con la famiglia:

-21 disponibilità;

-22 partecipazione;

-23 aspettative.

 

 

 

 

"Non uno di meno"

plesso/scuola…………………………………

nome alunno…………………………………

classe………………………………………..

Protocollo osservativo

Data………………

A contatto con il cane l’alunno manifesta: